Abstract

Le sfide dei denti parodontalmente compromessi: il ruolo dell’ortodontista

di Garbo Daniela

Il paziente adulto affetto da parodontite aggressiva presenta, come conseguenza della forte riduzione del supporto parodontale, migrazione degli elementi dentari anteriori, perdita di elementi dentari nei settori posteriori, estrusione, diastemi. Questi spostamenti dentari secondari alla malattia parodontale vengono definiti come "Migrazione dentale patologica" (PTM). La presenza di PTM può rendere difficoltosa la riabilitazione protesica finale che mira al ripristino estetico e funzionale delle arcate del paziente. Spesso la terapia implantare e la riabilitazione protesica sono infatti difficoltose per la presenza di spazi non adeguati, elementi migrati, pilastri protesici non allineati. L'obiettivo dai noi perseguito nella stretta collaborazione tra parodontologo e ortodontista è il mantenimento della dentatura naturale del paziente, salvaguardando il più possibile gli elementi naturali e riducendo al massimo le estrazioni e la terapia impiantare e protesica. Dopo la preparazione iniziale e il controllo della malattia parodontale, quando il paziente è in grado di mantenere un adeguato controllo di placca, si inizia la terapia ortodontica decisa collegialmente nel piano di terapia interdisciplinare. Nel programmare le meccaniche ortodontiche grande attenzione deve essere posta ai diversi sistemi di forze che si sviluppano in pazienti con ridotto supporto parodontale rispetto ai sistemi biomeccanici che si applicano ad elementi con parodonto integro. Al termine dell'ortodonzia segue la parte implanto-protesica e la terapia di contenzione, di fondamentale importanza. Nel nostro lavoro di team sono stati seguiti pazienti affetti da parodontite aggressiva con perdita ossea severa con 15 anni di follow-up, che in seguito a terapia interdisciplinare hanno mantenuto in gran parte la dentatura naturale, ottenendo una buona estetica, un'occlusione funzionalmente stabile, senza perdita di elementi dentari conseguenti a terapia ortodontica. Troppo spesso elementi dentari compromessi ma ancora validi vengono estratti con conseguente mutilazione delle arcate dentarie, in favore di estese riabilitazioni implanto-protesiche. La possibilità di mantenere la dentatura naturale del paziente rappresenta un importante obiettivo, non ultimo dal punto di vista biologico, e deve essere considerato attentamente nel momento della scelta terapeutica.

Obiettivi di apprendimento

1) Fornire i principi per il trattamento ortodontico di pazienti con severa compromissione parodontale; 2) Evidenziarne indicazioni, potenzialità e limiti; 3) Stimolare un approccio interdisciplinare dove uno degli obiettivi sia il mantenimento della dentatura naturale del paziente.